Usare la Rita per anticipare la pensione a 55 anni

usare la rita per andare in pensione a 55 anni
usare la rita per andare in pensione a 55 anni

Nel primo articolo del blog parliamo di una parte fondamentale della mia vision. Qual è l’età e l’anzianità minima per smettere di lavorare, di che importo sarà la pensione e come poterla integrare. Il tutto citando come esempio la mia situazione attuale e futura.


Ora vi spiegherò come riuscire ad andare in pensione con almeno 20 anni di contributi e 55 anni d’età. Per avere queste informazioni qualche settimana fa ho concordato con una società del varesotto un’analisi della mia situazione contributiva INPS e previdenziale; obiettivo quello di avere una serie di informazioni utili a capire tra 10 anni quale sarà il mio grado di indipendenza finanziaria.

Insomma avere risposte alle semplici domande: potrò smettere di lavorare e iniziare a percepire una pensione a 55 anni? A quanto ammonterà? Questa cifra varrà per tutta la vita?

A queste domande la risposta di massima è sì dato che esiste la RiTa – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, che consiste nell’erogazione frazionata di tutto o parte del montante accumulato in un fondo pensionistico; questa durerà per il lasso di tempo decorrente dal momento dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia nel sistema pensionistico obbligatorio di appartenenza.

Quindi è possibile, ma a che prezzo? Vi riporto la mia situazione previdenziale a mo’ di esempio, così da permettere anche voi di fare i dovuti calcoli.

Io lavoro dall’età di 23 anni (in realtà ho iniziato anche prima ma tutti i contratti a progetto stipulati fino a quell’età non hanno contribuito alla mia situazione previdenziale) e ho quindi totalizzato al momento della scrittura, 14 anni di contributi; a 55 anni che è il mio target per il “ritiro” ne avrò maturati circa 26 che superano abbondantemente il minimo di 20 che consente di essere eleggibile per la pensione minima.


Attualmente ho all’INPS un montante di 160.000. Con la mia RAL attuale di 50K aumentano di circa 16.000 euro all’anno che mi permetteranno raggiunti i 67 anni di età di iniziare a percepire la tanto agognata pensione. Ovviamente l’età pensionabile non resterà questa: ogni due anni viene aumentata di 3 mesi in base all’aspettativa di vita degli italiani e difatti fino al 2024 è stato interrotto l’incremento per quanto questa si sia abbassata negli ultimi tempi a causa della pandemia. Considerate quindi le premesse, restando tutto così, a 67 anni potrei beneficiare di una pensione netta di circa 1.400 euro che con una proiezione inflattiva nemmeno tanto pessimista equivarranno a circa 700 euro di oggi.

Bene, con 700 euro al mese me la caverei male. Corretto, impossibile pensare di poter campare con questa cifra magari in una città cara come può essere Milano o Roma. Nemmeno i più oltranzisti e metodici fanatici del movimento FI-RE (Financial Independence – Retire Early) riuscirebbero con la loro frugalità a vivere con questa cifra.

E soprattutto, come farei ad arrivare ai 67 anni dai 55 in cui voglio voglio di smettere definitivamente di lavorare – o meglio, smettere di essere obbligato a lavorare – ed andarmene a pesca un giorno sì e l’altro pure?

Per fortuna, grazie al consiglio di mia madre ho sottoscritto 12 anni fa un Piano Individuale Pensionistico alle Poste – con delle rendite non eccelse – ma che mi ha permesso di accantonare con un versamento modico, 600 euro all’anno, una piccola somma, 13.000 euro al momento della scrittura.

Questo, insieme a un fondo di previdenza complementare di categoria (Commercio) sottoscritto, il Font.e, e scegliendo il comparto Azionario che ha delle rendite maggiori, oltre a permettermi di avere un regime di tassazione dell’importo al suo riscatto del 9% rispetto al 23% mi permette di:

  • averci fatto confluire quanto accumulato in Piano Individuale Pensionistico delle Poste 
  • incrementare la mia posizione pensionistica con un contributo volontario mio e dell’azienda in cui lavoro (0.25% all’anno)
  • attivare, dopo almeno 2 anni di adesione, la Rita (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata ) che è lo strumento che mi permetterà di avere una rendita mensile di 10 anni, che durerà fino all’età pensionabile e per cui posso scegliere anche un importo percentuale (es il 50 o 100%)

Sicuramente continuerò ad integrare con circa 1.200 Euro all’anno e le mie contribuzioni da dipendente il PIP (Piano Pensionistico Individuale delle Poste che passerò a Fon.te): potrò così contare quindi su una rendita mensile – a partire dal 57 esimo anno d’età, quindi 10 anni prima dell’età di pensionamento ad oggi fissata a 67 – di 1.300 Euro (al netto di tasse, quindi circa 1000 Euro al controvalore del 2037). Questo chiedendo il 100% dell’anticipazione tramite Rita. Puoi tu stesso fare una previsione dell’anticipo (che viene erogato trimestralmente) direttamente da questo tool.

Ma perché parlo del controvalore al 2037 quando avrò 55 anni? A tutto questo va infatti aggiunto che un requisito per attivare la Rita è la disoccupazione da 2 anni, quindi smetterò effettivamente di lavorare a 55 prendendo fino a 57 anni l’assegno di di disoccupazione il cui massimale è di circa 1.300 Euro (ma che decresce del 3% ogni mese dal terzo mese di attivazione).

Gli importi di cui sopra sono ovviamente un piccolo tassello da aggiungere al piano per poter smettere di lavorare a 55 anni. Infatti sarebbe impossibile pensare di poterlo sostenere economicamente se non si avessero altre rendite immobiliari, finanziarie o di lavoro autonomo.


In questo articolo vi racconto meglio dei miei piani in merito.

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